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Avvocati e ingegneri ambientali, bioagricoltori, esperti in gestione dei rifiuti, eco-chef e promoter specializzati in finanza verde.Neiprossimi dieci anni saranno fino a un milione e mezzo gli esperti in ecologia richiesti dall’edilizia all’energia, dai trasporti all’industria e il marketing. “Ma le opportunità maggiori arriveranno dal settore della chimica verde”, dice Marco Gisotti, autore insieme a Tessa Gelisio della “Guida ai green jobs”
Una mappa ragionata e aggiornata sullo stato dell’economia “verde” in Italia e sui 100 lavori del futuro - dalla A dell’account esperto in marketing ambientale alla Z dello zoonomo sostenibile -, quelli che sapranno produrre beni, servizi e capitali, rispettando le risorse naturali. La firmano, per Edizioni Ambiente, il giornalista Marco Gisotti e la conduttrice di “Pianeta Mare” Tessa Gelisio. Nelle quattrocento pagine esatte della “Guida ai green jobs” (euro 16), questo il titolo del lavoro frutto di un anno di ricerche seguito da “tre mesi intensissimi di scrittura tra caffè e nottate al computer”, vengono presentate scheda per scheda, con tanto di percorsi formativi e opportunità occupazionali, le professioni sbocciate con quella rivoluzione verde teorizzata fra i primi da Jeremy Rifkin e rilanciata poi da Obama. Una rivoluzione che sta ridisegnando, anche in Italia, i modi di progettare, consumare, produrre e smaltire di ogni settore dell’economia, dall’agricoltura al mercato energetico, dai trasporti alla finanza, fino l’edilizia, il marketing e la gestione dei rifiuti.
“Ho iniziato a occuparmi di lavori verdi nel 2004, quando neanche sapevo se esistessero davvero - dice Marco Gisotti, da 12 anni direttore del magazine Modus vivendi e del suo inserto Ecolavoro -. Invece già allora ho scoperto che c’era tutto un universo da raccontare, che ha continuato a crescere anche se pochi ancora oggi lo conoscono davvero. Per questo abbiamo voluto realizzare un libro che fosse divulgativo, con approfondimenti e schede di facile lettura”.
Le attese e gli operatori.
Subito nelle prime pagine della guida, un dato che è bene evidenziare: i green job impiegano oggi tra gli 850 e i 950 mila italiani, che nei prossimi dieci anni possono salire - “e sono stime per difetto” precisa Gisotti - a un milione e mezzo di lavoratori. A patto, però, che ognuno faccia la sua parte. “La politica dovrebbe essere più veloce - dice Gisotti -. Per esempio, uno dei dati più critici per l’installazione dei nuovi impianti energetici sono i tempi di autorizzazione delle amministrazioni, non è possibile che esistano regolamenti diversi da regione a regione”. Anche l’università e tutto il sistema formativo potrebbe fare di più. Come? Innanzitutto, attivando dei percorsi di accompagnamento “per indirizzare gli studenti delle superiori verso le facoltà che assicurano maggiori sbocchi professionali”.
Rinnovabili, auto e chimica verde. E quali sono allora i settori su cui puntare la propria formazione, universitaria e professionale? “Il settore delle rinnovabili è quello che ha avuto la maggiore crescita negli ultimi due anni - continua -. Quello delle automobili è altrettanto eclatante, la Chrysler è venuta in Italia non a caso, ma perché le nostre auto sono quelle che consumano di meno. Ma le sorprese maggiori arriveranno dal settore della chimica verde, che è in continua evoluzione per prodotti e processi produttivi. La chimica non viene però mai citata, tanto che i giovani scappano dalle facoltà scientifiche e le imprese hanno difficoltà nell’assumere”.
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